Luigi di Maio a pranzo con la Trilaterale

Qualche giorno fa ci è giunta segnalazione su un link comparso sulla pagina Facebook della testata on line Imola Oggi

 

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L’articolo ha ad oggetto un pranzo organizzato “dalla Trilaterale” che avrebbe visto tra i partecipanti l’attuale vicepresidente della Camera del Deputati, Luigi Di Maio.

L’articolo risale allo scorso 1 maggio ed è firmato dall’avvocato Marco Mori, un attivista da sempre sostenitore di tesi euroscettiche e “antimondialiste”.

I “temi caldi” di ImolaOggi.it, come apprendiamo dallo stesso sito, sono quelli della “dittatura finanziaria”, “Isis-Siria-Iraq”, “Ucraina” e della “svendita dell’Italia”: il taglio degli articoli è nettamente anti-europeista e il pezzo dell’avvocato Mori si sposa evidentemente con la politica editoriale.

ImolaOggi.it non è una testata registrata. Nel sito compare una dicitura tipica dei blog: “Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicità” . D’altronde se Imola Oggi fosse stata una testata registrata il direttore non avrebbe potuto essere quell’Armando Manocchia sul quale abbiamo già avuto modo di scrivere abbondantemente in passato.

Entrando più nel merito della questione “Di Maio-Trilateral”, bisogna subito dire che il cosiddetto lunch talk c’è effettivamente stato: al pranzo dello scorso 22 aprile, oltre a Di Maio, hanno partecipato alcuni dei protagonisti della riunione romana della Trilateral Commission della settimana prima tra cui  Carlo Secchi, che della Trilateral è il presidente italiano, Paolo Magri, direttore della Trilateral in Italia, Mario Monti, presidente onorario della Trilateral europea, i vertici di aziende che finanziano la Trilateral (come Intesa San Paolo), il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.

L’incontro di cui parla l’articolo è stato organizzato presso la sede dell’Ispi, un centro studi internazionale, all’interno del quale confluiscono alcuni membri che poi fanno stabilmente parte della Trilateral.

Ma che cos’è la “Trilateral”?

Secondo l’avv. Mori (citiamo dall’articolo su Imola Oggi) la Trilateral sarebbe

quell’associazione eversiva che riunisce lobby finanziarie ed economiche di ogni specie al fine di studiare strategie atte ad imporre le proprie scelte agli Stati ex sovrani”.

“La trilaterale teorizza il mantenimento dei popoli in ‘apnea’ economica per ridurre la democrazia che si pone come un ostacolo agli interessi dei propri membri”.

“Mentre la corruzione ordinaria, pur essendo un grave reato, ha conseguenze prevalentemente microeconomiche e dunque di scarso impatto nazionale le azioni della Commissione Trilaterale distruggono interi Paesi imponendo la dittatura finanziaria, che in Europa si è concretizzata con la costruzione dell’Unione Europea e dunque trovando una solida base giuridica”.

L’avvocato conclude il suo intervento invitando “i membri della commissione” a querelarlo, in modo tale da poter affrontare in un “dibattimento pubblico” le questioni sollevate.

Secondo il sito italiano della Trilateral Commission, il cui numero di telefono può essere trovato anche sulle Pagine bianche, la Trilaterale è

un’associazione privata, fondata nel 1973 da un gruppo di cittadini Nord Americani, Europei e Giapponesi con la finalità di offrire ai soci un forum permanente di dibattito per approfondire i grandi temi comuni alle tre aree interessate, diffondere l’abitudine a lavorare insieme per migliorarne la comprensione e fornire contributi intellettuali utili alla soluzione dei problemi affrontati. Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione Trilaterale ha seguito fin dall’inizio tre principi di fondo: lavorare su un piano di parità, riconoscere l’importanza degli organismi multilaterali ed evitare azioni unilaterali.

La denominazione “Trilaterale”, decisa nel 1973, si riferisce quindi storicamente alle tre aree che all’epoca si potevano considerare leader nel mondo per lo sviluppo economico e per i valori democratici delle loro istituzioni: Europa, Nord America e Giappone

Come il lettore avrà apprezzato, una incompatibilità totale tra le due definizioni…

Senza allargare troppo l’oggetto del nostro articolo, concentrandoci dunque soltanto sul tema dei componenti italiani della Commissione Trilaterale, possiamo fornire una lista di partecipanti, grazie al sito Trilaterale.it

 

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Osservando l’organigramma si possono compiere effettivamente delle osservazioni interessanti: ampia appare la rappresentanza del mondo bancario italiano, del mondo industriale e politico. Da sottolineare la presenza di due interessanti personalità del Pd: Yoram Gutgeld, consigliere del premier Renzi sulle questioni economiche e tagli alla spesa pubblica, e soprattutto la giovane Lia Quartapelle, proveniente proprio dall’Ispi, per lunghe settimane candidata per la carica di Ministro degli Esteri prima che la scelta cadesse sul navigato Paolo Gentiloni. C’è naturalmente l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, più i già citati Magri e Secchi che fanno parte anche dell’Ispi. Nella lista compare anche il nome della presidente Rai Monica Maggioni e la presidente di Enel Patrizia Grieco.

Insomma c’è tutto il piccolo mondo del potere italiano: in un consesso internazionale come quello della Trilateral i poteri “forti” italiani assumono una dimensione molto più relativa.

Dal sito ufficiale della Trilateral traiamo una lista dei partecipanti aggiornata al maggio 2016: nell’ European group troviamo sostanzialmente conferma dei nomi che compaiono nel sito italiano della Trilateral.

Intorno alla partecipazione di Di Maio al pranzo organizzato dall’Ispi si è scatenato un ampio dibattito, considerando anche la natura “antisistema” del MoVimento 5 stelle. Si è, per esempio, detto che Ispi e Trilaterial sono cose diverse: in effetti è così, ma fino a un certo punto. L’Ispi è uno dei centri studi per la politica internazionale più accreditati in Europa: in particolare, “rappresenta oggi in Italia uno dei principali centri di formazione di nuovi diplomatici”.

Non solo diplomatici, o aspiranti tali, ma anche commentatori e giornalisti provengono da questo istituto, come, ad esempio, il vicedirettore del Fatto Quotidiano Stefano Feltri che, in un appassionato editoriale, difende in un colpo solo Ispi, TrilateralDi Maio.

Conviene riportare qualche passo dell’articolo di Feltri:

Di Maio sta facendo lo stesso tour di presentazione che toccò a Renzi qualche anno fa (andò perfino da Angela Merkel, da sindaco di Firenze, ricordate?). E’ normale e fisiologico: tutti i soggetti, soprattutto stranieri, che devono avere rapporti con l’Italia vogliono capire se hanno davanti un’altra Marine Le Pen oppure un altro Jeremy Corbin o magari qualcosa di nuovo, un leader che sa usare le tecniche del populismo per conquistare il potere ma che non è esposto al rischio di derive estremiste. Anzi, che magari può incanalare quel disagio che in altri Paesi alimenta movimenti anti-democratici.

[…] L’Ispi è il migliore think tank italiano – io ho frequentato a lungo i suoi corsi, molti degli articoli dei ricercatori Ispi appaiono anche sulle pagine del Fatto Quotidiano, lì lavorano o collaborano accademici e ricercatori brillanti, anche giovani e Di Maio ha fatto benissimo ad andarci.

[…] Di Maio ha capito come funziona, sta imparando le regole. E come lui Virginia Raggi, la candidata sindaco di Roma. O forse Fico pensa che gli articoli positivi di Financial Times e Guardian nascano dal nulla? Bisogna seminare per raccogliere, spiegare, possibilmente in inglese.

Riteniamo giusto valorizzare soprattutto l’ultima frase quella in cui, stando alle stesse parole del vicedirettore Feltri, vi sarebbe una sorta di rapporto di causalità tra gli articoli positivi comparsi su Financial Times e Guardian e il tentativo di una parte del MoVimento 5 stelle di accreditarsi presso alcuni influenti circoli internazionali.

A sostegno del discorso fatto da Feltri si può ricordare una recente intervista all’ex presidente francese Giscard D’Estaing, europeista e presidente della Convenzione che diede luogo alla Costituzione europea che venne bocciata nei referendum francesi e olandesi del 2005. Giscard D’Estaing ha avuto, assieme a Henri Kissinger, un ruolo di contatto tra la dirigenza sovietica (Gorbaciov in testa) e la Trilateral, poco prima della caduta dei regimi socialisti in Europa redigendo anche uno specifico rapporto che i più interessati potranno forse cercare e leggere.
Alla domanda di Stefano Montefiori, corrispondente del Corsera a Parigi, sulla situazione italiana Giscard D’Estaing risponde con un evidente, quanto sorprendente, “endorsement” per Virginia Raggi:

Mi ha entusiasmato il voto dei romani, capaci di eleggere a sindaco una giovane donna per lottare contro la corruzione. Ho notato anche qualche posizione negativa sull’Europa, ma credo che non scalfisca la sensibilità dell’Italia, che è il cuore stesso della cultura europea.

 

Ma, insomma, Ispi e Trilateral c’entrano o no? Sono la stessa cosa o no? Esiste una certa “sovrapponibilità” delle due istituzioni o no? Di certo si può notare una certa “ricorrenza” per quanto attiene i nomi che gravitano attorno alle due istituzioni, senza contare che di solito chi ha avuto a che fare con Ispi è più portato a bollare come “complottismi” le osservazioni di chi ha dubbi sulla legittimità e l’effettivo ruolo di simili “think-tank” internazionali.

Anche Andrea Mollica, coautore assieme a Gad Lerner del sito GadLerner.it dichiara di aver studiato all’Ispi:

Il sito dell’Ispi, il più prestigioso think tank di politica internazionale del nostro Paese, diretto dal prof. Paolo Magri e che ha come presidente onorario Giorgio Napolitano, ha diffuso ieri una foto che ritrae Di Maio insieme a Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi e presidente della sezione italiana della Trilateral Commission.

[…] Ecco come il sito dell’istituto ha descritto l’evento.
“Europa, terrorismo e immigrazioni sono stati i temi al centro del Lunch Talk tenutosi venerdì 22 aprile con i membri del Consiglio dell’ISPI e i vertici di di aziende e istituzioni tra i quali Pirelli, Intesa Sanpaolo, A2A, ENI, Dalmine, il direttore del Corriere della Sera Fontana e il senatore Mario Monti”.

Ancora Mollica, su Gad Lerner.it, scrive che

[…] Il problema, a quanto risulta da tutti i media che ne hanno scritto, è che quel pranzo di lavoro sia stato organizzato da Ispi insieme alla Commissione Trilaterale. L’istituto di Milano, diretto dal prof. Paolo Magri, ha curato l’assemblea annuale della Trilateral svoltasi a Roma nelle settimane scorse.

Più precisamente l’Ispi ha curato, nel quadro dell’Assemblea Plenaria 2016 della Commissione Trilaterale tenutasi a Roma tra il 15 e il 17 aprile, il coordinamento scientifico come apprendiamo dallo stesso sito dell’Ispi.

Sotto questo profilo, a conforto di quanto scritto sopra, citiamo un articolo comparso sul sito Formiche.net portale, molto letto presso i luoghi che contano, diretto da Paolo Messa, attuale consigliere Rai (e molte altre cose)

La progressiva trasformazione dialogante e “moderata”, in vista di una prospettiva di governo e non solo di opposizione, come aveva sottolineato Formiche.net con candidati a sindaco come Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino, trova un esempio indicativo nella figura di Luigi Di Maio, il compassato e per nulla sgarrupato vicepresidente della Camera.

Dopo aver fornito tutti questi elementi lasciamo al lettore la possibilità di farsi una propria idea magari leggendo l’interessante saggio La crisi della democrazia: rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione Trilaterale (con prefazione di Giovanni Agnelli): il documento in questione risale al 1975, ma può essere utilmente letto per farsi un’idea di ciò che si intende quando si parla di Commissione Trilaterale.

Pubblicato su Bufale.net, luglio 2016

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